Indirizzo
TEXI SRL - Zona Ind.le Pezzapiana, Benevento
Orario di Lavoro
Lunedì - Venerdì: 8:30 - 13:00 | 14:30 - 18:00
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Lunedì - Venerdì: 8:30 - 13:00 | 14:30 - 18:00

Nel cuore del Palazzo Reale di Caserta, tra le testimonianze più intime e suggestive dedicate a Luigi Vanvitelli, si trova una maschera funebre realizzata nel 1773, subito dopo la sua morte. Un oggetto carico di storia e significato, capace di restituire con sorprendente realismo il volto segnato dal tempo dell’architetto che progettò la Reggia stessa.
Oggi, grazie al progetto art-up, questa maschera vive una seconda vita, digitale e accessibile, grazie all’uso combinato di scansione 3D ad alta definizione e stampa 3D in scala reale, portando avanti un’idea moderna di conservazione, studio e divulgazione del patrimonio culturale.


Il progetto è nato in collaborazione con il Museo dell’Opera e del Territorio, che custodisce l’originale all’interno del percorso museale casertano. L’intento era chiaro: valorizzare un’opera unica, ma anche fragile, rendendola accessibile a un pubblico più ampio, inclusi visitatori con disabilità visive, studiosi e studenti. Da qui, l’idea di realizzarne un duplicato fedele, da toccare, osservare e studiare, senza compromettere l’integrità dell’originale.
La maschera, ottenuta tramite un calco diretto sul volto di Vanvitelli ormai settantenne, è uno straordinario documento storico. Mostra lineamenti smunti e realistici, ben diversi dalla rappresentazione idealizzata del ritratto dipinto da Giacinto Diano anni prima. Proprio per questa sua potenza espressiva, restituirla al pubblico con la massima fedeltà possibile è stato al centro del processo creativo.


Il lavoro ha richiesto grande attenzione sin dalle prime fasi. Data la fragilità del manufatto, non era possibile spostarlo né toccarlo. Per questo, si è optato per una scansione tridimensionale senza contatto, eseguita direttamente all’interno delle sale del museo. Attraverso un sistema a luce strutturata ad alta precisione, è stato possibile catturare ogni dettaglio della superficie: le rughe, le cavità oculari, la forma della bocca e persino piccole imperfezioni del gesso originario.
Il file ottenuto è stato poi rielaborato digitalmente: la mesh è stata ottimizzata, sono state eliminate le piccole irregolarità causate dal tempo e si è proceduto a un restauro virtuale che non ha alterato il carattere dell’opera ma ne ha esaltato i tratti più leggibili. Il museo ha supervisionato l’intero processo, garantendo la correttezza scientifica e la fedeltà del risultato.
Una volta approvato il modello digitale, si è passati alla stampa 3D. La replica è stata realizzata in PLA opaco, un materiale ecologico e resistente, con una finitura manuale per restituire l’effetto materico del calco originale. Il risultato è una copia perfettamente riconoscibile, esposta ora in un’area del museo dove può essere toccata, osservata da vicino e usata anche per fini didattici. Accanto alla stampa, un touchscreen permette ai visitatori di esplorare il modello 3D in formato interattivo, ruotandolo e ingrandendolo a piacere.
Questo intervento ha portato benefici concreti: da un lato, ha messo in sicurezza l’opera originale, liberandola da una fruizione diretta che poteva danneggiarla nel tempo; dall’altro, ha ampliato l’accessibilità culturale, permettendo a tutti di entrare in contatto con il volto di uno dei protagonisti assoluti del Barocco europeo. Anche gli utenti non vedenti o ipovedenti, spesso esclusi dall’esperienza museale tradizionale, possono ora “leggere” la storia di Vanvitelli attraverso il tatto, riconoscendo forme, proporzioni e materiali.



Il feedback del museo è stato molto positivo. I curatori hanno sottolineato come la replica, pur essendo tecnologicamente all’avanguardia, riesca a trasmettere l’emozione dell’originale e a dialogare con il percorso storico della Reggia. Il pubblico, dal canto suo, ha mostrato curiosità e interesse, apprezzando la possibilità di interagire fisicamente con un oggetto così carico di valore simbolico.
Questo progetto rappresenta un chiaro esempio di come le nuove tecnologie possano fare la differenza nel campo della conservazione e valorizzazione dei beni culturali. Per il museo, si tratta di un investimento in innovazione che arricchisce la fruizione delle collezioni. Per la comunità, è una dimostrazione tangibile di inclusività e accessibilità, che rende la cultura davvero patrimonio di tutti.
Se anche tu hai un’opera da valorizzare, proteggere o rendere accessibile attraverso le tecnologie digitali, contattaci. Il team art-up è pronto a studiare soluzioni su misura per musei, fondazioni, enti pubblici e privati.
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